
C’è una circolarità in questo campionato del Porto: alla prima e all’ultima giornata ha giocato contro la Virtus Carbonera 2025, in entrambi i casi perdendo 0-2. Anzi, a voler essere precisi anche, il 25 maggio 2025, poco meno di un anno fa, le granata hanno chiuso la stagione al “Mecchia”: simile l’avversario (il Carbonera), identico il risultato.
Al di là di questi ricorsi casuali, termina un anno di transizione per il Porto femminile. Lo è stato di sicuro sotto il profilo calcistico, non è da escludere lo potrà essere anche sotto quello societario. Il settore femminile della società granata, fin dalla sua nascita, è stato sempre in grado di sostenere in piena autonomia la propria attività sportiva e per questo è rimasto fuori, negli ultimi mesi, dalla tempesta che ha sconvolto, come è noto, la prima squadra maschile. Dunque l’anno prossimo ci sarà ancora un Porto femminile in Eccellenza, questo è certo, e forse è uno dei pochi punti fermi, al momento, del football in riva al Lemene.
Per capire se, nella prossima stagione, il nome resterà quello attuale, ossia Portogruaro Calcio Femminile, oppure se la dirigenza opterà per una scissione definitiva e dunque un cambio di matricola, è ancora presto per dirlo. Se ne riparlerà a giugno, ma tutto sommato che importa? “Quella che noi chiamiamo rosa, – diceva la Giuletta shakespeariana – anche chiamata con un’altra parola avrebbe lo stesso odore soave”.
Che non sarebbe stata una partita esaltante lo poteva capire chiunque ieri avesse anche solo passeggiato per il campo nel riscaldamento: con una temperatura quasi di 25°, arrivare all’ora di gioco in vantaggio avrebbe dato ottime garanzie di vittoria. La Virtus Carbonera non solo è andata al riposo avanti di un gol (zampata di Lucca), ma al 18′ della ripresa ha fatto quattro cambi tutti insieme, mettendo forze fresche in avanti per nonn farsi schiacciare. La mossa si è rivelata decisiva: 7′ Granello, dopo una delle neoentrate, ha segnato il raddoppio, chiudendo il discorso. Le ospiti hanno anche colpito anche due pali con Ghezze, uno per tempo, e in tutta onestà hanno meritato i tre punti. In un campionato reso indecifrabile dal ritiro del Cittadella, è un peccato che non siano arrivate ai playoff. Andranno di sicuro in finale nella fase Silver, contro la prima dell’incertissimo girone B. Magra consolazione, per una squadra così esperta e ben allenata
E il Porto? Non ha iniziato bene, soffrendo nella prima mezz’ora la grande fisicità delle trevigiane in mezzo. Difficile così servire la “premiata ditta” Fiorin-Vignandel” davanti, spesso costrette a rincorrere il giropalla difensivo ospite. Le occasioni migliori sono arrivate grazie a un pressing molto alto, ma le conclusioni non sono state precise come altre volte. La prima parte della ripresa è stata giocata alla pari, con una buona intensità, ma il gol del pareggio non è arrivato. A quel punto, anche approfittando di un calo alla distanza delle locali, la Virtus ha chiuso i conti a metà secondo tempo e, potendo contare su una panchina ben fornita (al 18′ Boscolo ha fatto una quadruplo cambio), nel finale ha legittimato il successo.
Primo tempo
Foltran al 5′ si accentra e cerca la porta dai 20 metri, ma non inquadra lo specchio, passa 1′ e anche Ghezze ci prova dalla lunga distanza, ma il suo tiro è lento. Al quarto d’ora Ghezze rientra su Francescutto a destra e cerca il secondo palo: fuori misura. Grandissima occasione ospite al 18′: corner di Ghezze, traiettoria tagliata verso la porta e Lucca in spaccata non insacca da meno di un metro.
Il Porto nella prima metà di frazione soffre in mezzo la fisicità trevigiana, perciò gioca spesso nella propria metà campo. La soluzione a questo punto è pressare alto, scelta che dà i suoi primi furtti al 21′, quando De Carolis serve in profondità Vignandel, che però non inquadra la porta.
Copione molto simile al 39′: regalo difensivo ospite, Vignandel non lo scarta dal limite. Nel frattempo Ghezze, molto cercata in fase di impostazione, colpiva il palo da fuori (35′).
Secondo tempo
La ripresa si riapre con Kirchmayer e Nosella al posto di Pivetta e De Carolis. La mossa, almeno nei primi 20′, paga: il Porto alza il baricentro e al 17′ si fa vedere con De Fazio che si accentra da sinistra, ma il suo tiro è schermato dalla difesa.
A questo punto Boscolo dà una scossa ordinando quattro cambi in una volta sola, rivoluzionando così il reparto offensivo. Proprio una neoentrata, Pavan, si mette in mostra al 21′, quando si inserisce a sinistra e cerca il secondo palo, ma la traiettoria sfila via. È la premessa del raddoppio: al 25′ assist da sinistra di Peron e rasoiata dal limite di Granello all’angolino.
Il Porto accusa il colpo, anche perché il dispendio energetico di una gara giocata tutta attorno ai 25° si fa sentire, e lascia campo alla Virtus Carbonera. Secondo palo di giornata per Ghezze 1′ dopo il raddoppio, quindi grande chances al 33′ per Pavan, che non sfrutta un cross invitante di Peron a Forner ormai superata. In pieno recupero (48′) grandissima doppia occasione di marca ospite: Granello passa a destra e mette in mezzo, prima Peron poi Pavan provano a insaccare ma in entrrambi i casi i loro tiri vengono salvati sulla linea. L’ultima occasione, sul ribaltamento di fronte, è del Porto con Fiorin servita in area da Vignandel, la punta incrocia il rasoterra ma Pinel respinge di piede.
Reti
44′ pt Lucca, 25′ st Granello
Ammonizioni
Pillon, Gritti.
Portogruaro
Forner, Feltrin (39′ st Polese), Azoitei, Pivetta (39′ pt Kirchmayer), Labelli V., Francescutto, De Fazio, Brunetta, Fiorin, Vignandel, De Carolis (1′ st Nosella). A disposizione: Mordini, Paron, Spadotto, Monestier. All.: Cerrato.
Virtus Carbonera 2025
Pinel, Nardin (18′ st Rossi), Zago, Storgato, Gritti, Ghezze, Foltran, Pillon (31′ st Dioum), Lucca (18′ st Pavan), Toppan (18′ st Peron), Mema (18′ st Granello). A disposizione: Rossi, Pistis, Simeoni. All.: Boscolo.