La crescita del Porto e altre indicazioni dal test di Udine

La regola d’oro delle amichevoli estive, considerare più la prestazione del risultato, vale a maggior ragione per la gara di ieri a Udine: il Porto (se ce lo concentite, noi continueremo a chiamarlo così) infatti è sceso in campo a metà della sua terza settimana di allenamenti, dunque ancora appensantito dai carichi di lavoro. Le granata hanno disputato una buona partita fino all’ora di gioco, dopodiché sono calate fisicamente, com’era prevedibile, essendo questa la loro prima gara “vera” dopo la sgambata in famiglia di una settimana fa contro l’under 17.

Nel complesso, il test è stato confortante per Cerrato, che doveva fare i conti anche con alcune assenze, in particolare quella di entrambi i portieri che ha costretto le volenterose Padula e Francescutto ad alternarsi tra i pali. Domenica a Gruaro la squadra sarà al completo per l’esordio in campionatocontro il Maerne (calcio d’inizio ore 17.00).

Primo tempo

Il Tavagnacco, di contro, ha invece due settimane in più di lavoro sulle gambe, oltre ad aver già disputato la prima gara ufficiale, domenica scorsa in Coppa contro FVG Udine (l’ex Centro Sedia). È normale, quindi, che le gialloblù siano partite meglio nel primo tempo, mostrando già un’identità tattica riconoscibile e guadagnando campo nei primi 20′-25′. Intanto il Porto adottava un atteggiamento prudente, con Molaro e Brunetta a supporto della difesa e Bottacina dare ordine in mezzo. La scelta di Cerrato, almeno inizialmente, ha pagato perché le locali, nonostante il maggior volume di gioco, hanno fatto fatica a servire la punta Treppo, finendo poi per calciare spesso da fuori senza precisione, mentre sul fronte opposto una Vignandel già in formissima ha messo in difficoltà le centrali friulane con le sue scorribande.

Dopo la mezz’ora le ospiti hanno alzato il baricentro e chiuso in avanti il primo tempo. Pressando di più, infatti, hanno indotto le avversarie più spesso all’errore e questo ha permesso loro di recuperare palla più volte in posizione avanzata tanto che, tra 39′ e 45′, si contano cinque buone chances granata: due tiri da fuori di Vignandel, una conclusione dal limite di Pivetta, una punizione e un colpo di testa di Gallo. All’intervallo il risultato era un 1-1 (Vignandel al 17′, Biancuzzi al 21′) che rispecchiava l’andamento della sfida.

Secondo tempo

Nella ripresa c’è stata partita vera fino all’ora di gioco. Fino a quel momento la contesa aveva seguito lo spartito del primo tempo, con il Tavagnacco in vantaggio al 5′ con Nemaz ma subito ripreso da uno splendido gol della neoentrata Monestier: partita da sinistra in velocità, è entrata in area saltando due difensori e calciando sul primo palo. Passano 10′ e ancora Vignandel approfitta di un errore in disimpegno della difesa locale per siglare il 3-2.

Dopodiché, tra le girandole di cambi degli allenatori e la stanchezza che affiora da entrambe le parti, i ritmi si sono abbassati e le difese faticato a tenere le giuste distanze, com’è logico che sia a metà settembre. Il Porto nel frattempo è passato a quattro in difesa e il Tavagnacco ha pareggiato con il rigore (molto dubbio) segnato da Capasso. Nel finale le reti di Biancuzzi (già in rete nel primo tempo) e della ex granata Codarin, che rispettosamente non esulta, completano il ricco tabellino: 5-3.